
Il Governo Meloni, in questi tre anni, ha valorizzato la bellezza italiana nel mondo, sostenendo concretamente il turismo, inteso come risorsa vitale per l’economia italiana, stanziando oltre 4 miliardi di euro di risorse complessive (PNRR incluso), attraverso il Ministero del Turismo, sotto forma di fondi rivolti ad azioni di sistema, servizi e misure di accompagnamento; territori, enti, governance. Azioni concrete per valorizzare e promuovere il nostro ricco patrimonio storico, naturalistico, artistico e culturale nell’ottica di una competitività di lungo periodo. Interventi strategici che hanno contribuito a generare prestazioni superiori ai livelli pre covid: nel 2025 si viaggia verso oltre 479 milioni di presenze stimate, in aumento del 3% rispetto al 2024.
IL RUOLO DEI PICCOLI COMUNI Nei primi 10 Comuni italiani si concentra circa un quarto delle presenze turistiche nazionali. Roma, da sola, rappresenta circa l’8% dei flussi totali, seguita da Milano, Firenze e Venezia. La pressione turistica dunque si concentra sugli stessi poli, gravando su infrastrutture, società e ambiente. La spinta a una redistribuzione dei flussi appare dunque non più un’opzione, ma una condizione necessaria per la sostenibilità del settore nel medio lungo periodo.
All’interno di questo quadro emerge l’importanza del ruolo che possono giocare i piccoli Comuni nella redistribuzione dei flussi. Definiti da ISTAT come Comuni con popolazione inferiore o uguale a 5.000 residenti, sono attualmente oggetto di specifiche politiche di intervento da parte del Ministero del Turismo. Nel 2025 i piccoli Comuni rappresentano circa il 68% dei Comuni italiani, che registrano flussi turistici e contribuiscono a circa il 20% delle presenze turistiche complessive. Non si tratta quindi di una nicchia, ma di una componente strutturale dell’offerta turistica nazionale che può svolgere un ruolo centrale per la competitività del turismo italiano, la sostenibilità e il riequilibrio territoriale dei flussi.
